Necessità di un progetto politico per il Partito Democratico

16-10-2008

I recenti sondaggi (vedi l’ultimo commissionato da Repubblica) danno un ulteriore guadagno di consensi da parte della CdL (oltre il 60%) e una sostanziale tenuta del PD (un 30% scarso). E’ interessante vedere quali sono i ministri più apprezzati: Tremonti, Maroni, Brunetta; perfino la Gelmini, malgrado i suoi provvedimenti disastrosi per la scuola, guadagna qualche posizione.

Pur non considerando i risultati dei sondaggi come oro colato, credo tuttavia che una riflessione si imponga.

I ministri più gettonati sono quelli che hanno promosso iniziative importanti negli ultimi tempi: Brunetta, con la sua lotta ai “fannulloni” del pubblico impiego, che, giusta o sbagliata che sia nei modi in cui viene portata avanti, risponde a un’esigenza dei cittadini di avere una amministrazione pubblica che funzioni; Maroni, soprattutto dopo la sua decisione di mandare l’esercito in Campania per contrastare la malavita organizzata, ha dimostrato (comunque si giudichi questa scelta) di saper prendere decisioni tempestive di fronte all’emergenza sicurezza; in quanto a Tremonti, è indubbio che di fronte alla crisi finanziaria mondiale, abbia giocato un ruolo importante nell’aggregare i governi europei intorno a provvedimenti comuni. Le recenti prese di posizione di quest’ultimo sulla necessità di imporre regole per i mercati finanziari e per governare la globalizzazione, lo pongono assai più a sinistra di un personaggio come Padoa-Schioppa, che penso tutti vogliano dimenticare al più presto.

Quale lezione trarre per il PD?
Personalmente, continuo a credere che non sia il tasto dell’anti-berlusconismo quello da privilegiare per riconquistare consensi. La gente comune si aspetta delle azioni concrete, delle risposte sollecite ai problemi che quotidianamente vive.

Non basta certo dire che bisogna far in modo da aumentare salari e stipendi, visto che la gente non riesce ad arrivare a fine mese. Si deve anche spiegare da dove si prendono le risorse necessarie. Non so se qualcuno nel PD si è fatto due conti ma, secondo me, aumentare le retribuzioni significa dare da subito (come prima tranche) non meno di 80-100 euro in più per lavoratore: una cifra complessiva enorme, che gli addetti ai lavori potranno sicuramente quantificare in diversi miliardi di euro. Ecco perché non è credibile - il PD - quando denuncia le condizioni di indigenza in cui vive un numero sempre crescente di famiglie italiane.

Per rispondere adeguatamente a questa esigenza, cioè per non limitarsi a un contentino di 15-20 euro, che farebbe imbestialire ancor di più i cittadini, è necessario liberare delle risorse ingenti. E questo si può fare solo con un grande progetto complessivo di redistribuzione dei redditi, di lotta all’evasione fiscale e di riduzione degli sprechi. Un progetto che, a parte il prevedibile strepito da parte dei ricchi, avrebbe l’appoggio della maggioranza della gente comune.

Oggi non vedo nulla di tutto questo nelle parole e nelle iniziative dei dirigenti del PD. Si sta preparando una grande manifestazione per il 25 ottobre. Bene. Ma su quali obiettivi che non siano quelli del dissenso per la politica di Berlusconi. Soprattutto su quali proposte concrete per i prossimi mesi in merito alle questioni che più stanno a cuore dei cittadini?

Ecco, penso con una certa apprensione al “dopo-manifestazione”, quando, passata l’euforia per aver portato un numero sicuramente molto grande di persone in piazza, incassato il prevedibile commento della CdL - “Noi andiamo avanti” -, ci si ritroverà a misurarsi con i problemi di sempre.

[Pubblicato sul forum del PD
Il Cannocchiale]