La mente estesa. Dove finisce la mente e comincia il resto del mondo?

08-04-2013

Recensione fortemente critica dell'ultimo libro di Michele Di Francesco, scritto insieme a Giulia Piredda, La mente estesa.

Le mie critiche si rivolgono in particolare al modello generale della mente estesa, nella sua pretesa di dire qualcosa di rilevante, dal punto di vista esplicativo, sui complessi rapporti della mente con la sua base materiale.

Ampliare il dominio della mente dalla sola attività cerebrale agli oggetti e ai fenomeni del mondo esterno, e soprattutto a quelli che si riferiscono alla società, alla cultura e alla tecnologia, sembra una risposta appropriata per dar conto della straordinaria capacità della mente di evolvere, poggiando su precedenti acquisizioni, approdando a traguardi cognitivi via via più elevati.

In realtà, i sostenitori di una simile concezione sembrano non rendersi conto che tutto ciò che ha origine nella società, nella cultura e nella tecnologia costituisce - direttamente o indirettamente - un prodotto delle menti degli uomini.

Ci troviamo quindi di fronte a un modello esplicativo che si basa su una sorta di circolarità, per cui gli elementi utilizzati per offrire una spiegazione si rivelano essere una conseguenza più o meno stretta del fenomeno da spiegare.